Nuove misure in attesa per i non vaccinati

Il governo sta mettendo il peso su due grandi gruppi al fine di accelerare le vaccinazioni ed evitare rigide restrizioni su un “respiro” prima di Natale.

Il primo gruppo è costituito dai cittadini ultrasessantenni, in quanto particolare rilievo è dato alla dose “commemorativa”. Il secondo gruppo su cui si sta concentrando il governo è quello dei non vaccinati e l’obiettivo è convincere il più possibile a fare il passo verso “Operazione Libertà”.

Dato che un nuovo blocco universale rimane fuori discussione e non viene proposta alcuna estensione dell’obbligo di vaccinazione, accelerare il programma di vaccinazione è l’unico modo per evitare il peggio. Il governo ha inviato ieri un messaggio di rifiuto delle misure orizzontali, che, tra l’altro, porteranno l’economia all'”intubazione”.

In questo frangente si pone l’accento sull’intensificazione dei controlli ma anche sull’ulteriore schermatura del sistema sanitario che sta ricevendo sempre più pressioni (ieri i pazienti intubati sono arrivati ​​a 612). La cosa positiva è che a Salonicco c’è una stabilizzazione della situazione, tuttavia la tendenza al rialzo dei casi ad Atene (ieri ha raggiunto 1.826) non lascia spazio a compiacimenti.

Quelli sopra i 60

Il governo si sta concentrando sulla terza dose di vaccino per gli over 60, guardando a questo problema e all’UE. Il presidente del Consiglio ha inviato una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, proponendo la “dose di richiamo” del vaccino – per gli over 60 – come condizione per la validità del certificato di vaccinazione digitale europeo per i viaggi all’interno dell’UE .

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Si segnala qui che il governo ha comunicato che dal 13 dicembre i cittadini che hanno compiuto sette mesi della seconda rata dovranno effettuare la terza rata per poter tenere chiuso il certificato di ingresso per i vaccinati. Annunci rilevanti sono già stati fatti dal presidente francese Emanuel Macron, mentre su questo tema è in corso un dibattito europeo più ampio.

Positivi però i messaggi delle ultime settimane dai centri vaccinali. Più di un milione di cittadini hanno preso la terza rata ed è caratteristico che solo ieri siano state fatte 58.577 rate commemorative.

Il problema si concentra sui circa 570.000 anziani non vaccinati, che non hanno ancora ricevuto la prima dose. Infatti, nonostante la partecipazione dei giovani all'”Operazione Libertà” aumenti dopo le misure, c’è una stagnazione negli anziani non vaccinati.

La prossima settimana la prima valutazione

La prossima settimana è prevista una prima valutazione delle misure, entrate in vigore lunedì e che si concentrano su coloro che non hanno compiuto il passo verso “Operazione Libertà”. Tuttavia, a seconda dell’andamento dei dati epidemiologici, resta aperta la possibilità che l’assedio venga ulteriormente inasprito per coloro che non sono stati vaccinati.

Ad esempio, sono state proposte di chiudere le porte fuori dal ristorante per i non vaccinati, mentre uno scenario ancora più duro – di non facile attuazione – prevede il ritorno del click away ai negozi per chi non ha il certificato di vaccinazione . o malattia recente. Sul tavolo anche l’aumento del numero di test (molecolari o rapidi) che i lavoratori non vaccinati dovranno fare per andare al lavoro.

“Abbiamo adottato misure, vedremo la loro efficacia e, se necessario, verranno prese altre misure”, ha affermato il ministro della Salute Thanos.

Plevris e ha aggiunto: “Abbiamo adottato misure specifiche che riguardano il 90% dei non vaccinati, non punitivi, ma perché sono a rischio. “Quando il 73% degli adulti sarà vaccinato, non ci sarà il blocco”.

La minaccia europea del lockdown

Uno dopo l’altro, gli stati europei stanno adottando misure più rigorose per controllare la pandemia, poiché la quarta ondata porta a un rapido deterioramento dei dati epidemiologici. La strada ξε è stata aperta dall’Austria, dove è già entrata in un lockdown che può durare fino a 20 giorni. Ieri è stata la Slovacchia a fare il turno e imporre restrizioni simili per 15 giorni. Con misure così drastiche la Germania sta “flirtando” e già in Baviera vengono decisi lockdown locali nelle aree a maggior carico epidemiologico.

Tuttavia, l’inasprimento è ancora più stretto in altri paesi europei. Il quadro è già stato rafforzato nei Paesi Bassi, con ulteriori annunci previsti venerdì poiché il tasso di infezione è più alto che mai. L’Irlanda ha imposto rigide restrizioni sugli orari di apertura di ristoranti e bar, mentre oggi la Francia annuncia nuove misure.

Gli sviluppi destano forte preoccupazione anche ad Atene, poiché il governo – come già detto – esorcizza la possibilità di un nuovo lockdown universale. In ogni caso, il modo in cui si muoveranno gli altri Paesi europei nel prossimo periodo dà un “assaggio” per il giorno successivo.

Ad esempio, l’Italia può indicare la strada con il “super green pass” per l’accesso gratuito alle aree interne a tutti i vaccinati. Allo stesso tempo nel paese vicino la possibilità corrispondente per coloro che non sono stati vaccinati è strettamente limitata.

Adriana Zampa

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